
Lo studio
Per chiarire ulteriormente la neurofisiologia della balbuzie, O’Neill e colleghi hanno usato la spettroscopia per esaminare la ratio tra l’N-acetil-aspartato e il N-acetil-aspartilglutammato (NAA), la creatina (Cr) e i composti colinici (CHO) in queste regioni del cervello. Nello studio sono stati esaminati 22 bambini e adolescenti con balbuzie e 25 controlli senza balbuzie. Inoltre sono stati inclusi 20 adulti con balbuzie e 27 controlli adulti senza balbuzie. La ratio NAA:Cr è risultata più bassa nei pazienti con babuzie nella parte destra della corteccia frontale e in quella inferiore frontale della sostanza bianca. Quella Cho:Cr è invece risultata più alta nella corteccia temporale superiore bilaterale e nella sostanza bianca temporale superiore nel talamo. “Questa indagine suggerisce che i disturbi neuronali o il metabolismo della membrana contribuiscono alla patogenesi della balbuzie”, ha concluso O’Neill.
Fonte: JAMA Psychiatry 2016
David Douglas
(Versione italiana di Quotidiano Sanità/Popular Science)
